giovedì 4 luglio 2013

Killing Sarai; REVIEW.




Hey Mondo! Come state? Io sono nel momento "oddio è già 4 Luglio, oddio, perchè il tempo va così veloce, oddio". Ho una pila di libri da leggere per la scuola che mi assillano ma essendo tanto trasgressiva continuo a leggere quello che mi pare e piace. 
Killing Sarai. ah. aah. aaah. 
Leggetelo. Davvero. Sono innamorata di questo libro, c'è tutto, ha tutto ed io sono pazza. Così pazza da comprare subito subitissimo anche l'altro romanzo della Redmerski "The Edge of Never" (neanche a dirlo, un altro 5 stelle finito in meno di 48 ore e che avrà la sua recensione presto, ma non troppo, mi conoscete insomma). 


Partiamo con la trama. 
Sarai ha ventitré anni, però da quando ne ha quattordici è prigioniera di un lord della droga messicano e la cosa peggiore è che è stata introdotta in questo orrido mondo dalla sua stessa madre, drogata e ormai da tempo morta. Sarai si può reputare fortunata, il suo aspetto fisico e la sua abilità nel mentire e sopportare l'hanno portata ad essere l'amante ufficiale del lord quindi per lei niente stupri da altri che non siano il lord stesso e le punizioni corporali non sono al livello di quelle che devono sopportare le altre ragazze. Sarai però non perde la speranza e dopo nove anni pianifica la fuga perfetta, l'unico elemento che le manca è un americano che possa farle attraversare il confine. Ed un giorno d'estate eccolo lì: seduto nel soggiorno in un completo elegante, Victor. Sarai non ci pensa due volte, mette in azione il suo piano e armata di una pistola si nasconde nella macchina del malcapitato. Peccato che questo malcapitato se ne accorga neanche dopo dieci metri e che sempre questo suddetto "malcapitato" è un killer esperto e pagato da quando aveva 9 anni. Niente male Sarai. Ma neanche un killer con una pistola alla tempia può rifiutare. Comincia così un viaggio verso l'America, durante il quale la pistola passa dalle mani di Sarai a quelle di Victor e viceversa. L'amore non esiste, esiste la sopravvivenza, il lavoro da compiere, il desiderio della ragazza di tornare a casa. Per poi arrivarci e capire che in nove anni la sua Tucson è diventata una città in cui non ha conoscenti. 
 Killing Sarai è un libro molto particolare secondo me, mi aspettavo un romanzo con i due che litigano per strada, si innamorano e vivono felici e contenti. Invece, stranamente, mi sbagliavo. Il loro viaggio verso l'America non occupa neanche la metà del libro, la veria storia è il dopo. Ed il dopo è fantasticamente accattivante. Sono rimasta attaccata al libro senza mangiare, bere, fare la doccia, per ore e ore. Ero li e dovevo sapere cosa succedeva a Sarai. Che diciamocelo, poteva chiamarsi Sara? Perchè quella "i" buon dio, perchè? E' un nome tremendo Sarai, mi sa di cibo indiano. Dato che sono mentalmente disturbata io mi rifiuto di chiamarla così e per me è Sara. Punto. Buonanotte. Tralasciando questo l'autrice (di cui mi scoccia imparare il cognome perchè difficile) è bravissima, ha reso perfettamente i personaggi, sia quello di Sara(i) che nonostante sia trattata divinamente rispetto alle altre ragazze desidera la libertà, ma allo stesso tempo non sa quello che vuole davvero dato che ha passato buona parte della sua vita sperduta in Messico, guardando gente morire, andando a letto con un uomo adulto che non voleva e subendo abusi di ogni altro genere. La libertà è dovuta a tutti, ma appena ci viene data non sappiamo mai cosa farcene davvero, la guardiamo, la giriamo, probabilmente la rigiriamo, e poi? Superficialmente potrebbe essere visto come un personaggio debole e senza carattere, stupido che rincorre i rischi, ma ci sono davvero rischi peggiori rispetto a non capire cosa si vuole? A sapere che c'è qualcosa che può riempire quel vuoto ma non sapergli mai dare un nome?. Io onestamente penso proprio di no. E quindi Sarai si butta nelle situazioni più stupide e pericolose e quanto più lontane da quella vita normale che sognava nel compound. 
Dall'altra parte c'è Victor. Quanti romanzi abbiamo letto in cui killer, o stronzi e basta, incontrano la protagonista e si redimono. Primo tra tutti Mr. Christian Grey che tratta il 99,9% della popolazione femminile come panni per pulire le finestre, poi arriva Ana e si dice "oh l'amour, l'amour, ti amo, sposiamoci e procreiamo tanti piccoli dominatori sessuali". Victor è coerente, è un killer. Uccide. Lo fa perchè non conosce altro, perchè non può fare altro. Ma è anche umano. Fa di tutto per proteggere suo fratello. Lui aiuta Sarai per darle la libertà non di certo per darle il suo amore. Se mi conoscete anche solo un pochetto sapete quanto io ami i libri nei quali la romance viene fuori intorno alla fine del libro, un po' accennata e basta. Sapete quanto sono deviata. E questo è uno di quei libri. 
Niente baci teneri. Notti insonni. Tante pistole. Abbastanza omicidi per rendere una possibile trasposizione cinematografia NC-17. Un doppio POV che apprezzo sempre, perché rende il lavoro più arduo per l'autore, descrivere la stessa storia da due punti di vista quasi opposti. 

Ho adorato questo libro e sarei pazza a dirvi di non comprarlo. Lo amo. Amatelo. 


PACE&AMORE.

(p.s. non fate caso alla grafica, ho buttato qualcosa a caso, sorry). 

6 commenti:

  1. amo le tue revieww, sono così spontanee e belle c:
    btw è carino carino questo libro, devo leggerlo. gli omicidi mi piacciono, gli amori accennati anche, il doppo POV idem ..il gioco è fatto. Yepp

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    1. aww, grazie mille. Mi emoziono sempre quando qualcuno mi fa questi complimenti, che poi non sono veri no, no. Io vi pago tutte è.é

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  2. Questa recensione è proprio bella *^* Sai cosa dovresti leggere se ti piacciono i protagonisti cattivi ma DAVVERO CATTIVI (senza ripensamenti e fesserie varie) e storie molto ma molto intense? Captive in the Dark, di C. J. Roberts. Provalo! Così come io proverò Killing Sarai, anche se mi sa che leggerò prima The Edge of Never perché me lo ha inviato l'editore e ce l'ho lì che aspetta *_*
    Baci!!

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    1. grazie Isa:)
      sai che ho letto Capitve in the Dark? forse non l'ho aggiunto su GoodReads ma l'ho letto, non mi è piaciuto particolarmente per la protagonista, ma non è un brutto libro, anzi.
      Ho appena finito The Edge of Never ed è molto particolare, bello ma il finale è un po' destabilizzante. Voglio sapere cosa ne pensi eh v.v
      baci :3

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  3. Questo libro è uscito in Italia?

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    1. Purtroppo per ora no, ma chissà..speriamo!

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